La Penisola Sorrentina ha un paesaggio unico al mondo, dove si alternano alte e basse colline a profondi valloni e maestose montagne dove grandiosa è stata l'opera dell'uomo, che ha sistemato le zone più impervie trasformandole nelle famose terrazze, gradoni di terra degradanti verso il mare, sui quali ha coltivato aranci, limoni, ulivi e viti.
Sono i giardini di delizia dai quali in primavera esala un profumo inebriante di zagara. Il clima mite ed asciutto durante quasi tutto l'anno fa della Penisola Sorrentina la meta ideale di ogni stagione.
Giungendovi via terra vi accoglierà la cittadina di Meta, i cui antichi casali e le cui spiagge assolate sono tutti da scoprire; Piano di Sorrento, cittadina vivace che miscela con maestria la propria identità marittima a quella rurale e a quella di attivo centro commerciale della penisola; la sua bassa collina è attraversata da stradine strette, costeggiate da alti muri che chiudono antichi agrumeti.
E ancora Sant'Agnello, la cui affacciata sul mare, a picco su un costone tufaceo, ha incantato la casa reale dei Borbone e i principi di tutta Europa, che qui hanno costruito ville da favola. E, affacciata sul mare e contornata dalle sue colline, appare Sorrento, cittadina internazionale, con il suo centro, antico, le sue marine, i suoi giardini d'agrumi; e infine si giunge all'amenissima Massa Lubrense, estremo lembo della Penisola, adagiata dinanzi a Capri, un'oasi naturale con innumerevoli percorsi pedonali tra antichi casali, aree archeologiche, macchia mediterranea e panorami indescrivibili, su mare e spiagge d'incanto.
Il comune di Sant’ Agnello è un piccolo centro agricolo e turistico della Penisola Sorrentina, situato su un terrazzo tufaceo a circa 60 metri sul livello del mare.
Le origini di Sant'Agnello sono comuni a quelle dell'intera Penisola Sorrentina e risalgono ad epoca antichissima. I primi a giungere in penisola furono gli Osci ed i Fenici, cui seguirono gli Etruschi, i Pelagi, popoli che diedero un notevole impulso al commercio lungo le nostre coste.
A questi primi popoli subentrarono in seguito i Greci, i Sanniti ed infine i Romani. Questo popolo ebbe il merito di arricchire questa terra con templi, ville patrizie: fu questo il periodo di maggiore splendore dell’intera penisola.
Diventato comune a se stante nel 1866 prende il nome dal suo Santo patrono Agnello, protettore delle partorienti, venerato nella chiesa parrocchiale.
Da visitare:
La Chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Prisco ed S.Agnello, in stile barocco, risale ad epoca antichissima ed è ricca di dipinti di notevole valore artistico opera di Gustavo e Giuseppe Mancinelli, Giacomo de Castro e Battistello Caracciolo.
Il rione più antico di Sant'Agnello, quello che conserva ancora oggi architetture tali da poterlo definire centro storico è il Rione Angri, situato a pochi metri da Piazza Matteotti. Al centro di quest’ultima, realizzata ai primi del Novecento, un monumento ai caduti della prima guerra mondiale, opera di Giovanni Nicolini.
Passeggiando in direzione del mare, lungo viale dei Pini, si costeggia la tenuta de Il Pizzo uno degli agrumeti più antichi di tutta la penisola sorrentina.
Poco oltre la chiesa ed il convento dei Frati cappuccini, che risale al 1546, e prospiciente la terrazza panoramica della Marinella, già antico borgo marinaro ed oggi rinomato stabilimento balneare.
A pochi passi si trova l’Hotel Cocumella, uno dei più antichi alberghi della zona, realizzato in un convento dei padri gesuiti, risalente al XVI secolo ed immerso in un parco di piante secolari.
A monte del centro abitato si incontra la basilica di San Giuseppe con affreschi di Agostino Pegressi e, poco oltre, il Rione Maiano con la caratteristica torre, sede di un’antichissima fabbrica per la costruzione di mattoni.
Dai Colli di Fontanelle, così denominati per le numerose sorgenti d’acqua presenti, alle spalle del centro abitato di Sant’Agnello, è possibile ammirare un paesaggio unico. In questa contrada si svolge, nel periodo estivo, la mostra mercato dei prodotti agricoli locali che attira, ogni anno, centinaia di turisti.
Vivace cittadina ed attivo centro commerciale, si estende lungo la parte centrale della penisola
tra il golfo di Salerno e quello di Napoli.
La sua origine è antichissima, risale, infatti, al periodo paleoliti cosuperiore come testimoniano i numerosi ed interessanti reperti ritrovati nella grotta detta “La Porta” in località Colli di S.Pietro
Planities per i romani, che seguirono ai Sanniti prima ed ai Greci poi, che qui soggiornarono come testimoniano le numerose tracce di antichi templi pagani, a cui si sovrapposero successivamente altrettante chiese. Uno doveva trovarsi proprio nella zona dei colli San Pietro, forse dedicato alla divinità Carmenta, un altro luogo di culto pagano fu certamente quello dedicato alla dea del mare Galatea, presso Mortora, mentre le tracce evidenti di un tempio pagano, per alcuni dedicato a Minerva, sono state rinvenute anche sotto la Basilica di San Michele.
Nel corso dei secoli la sua storia ha seguito quella della vicina Sorrento dalla quale ottenne l’autonomia nel 1808 diventando comune a se stante. Nell’800 Piano sviluppò moltissimo l’attività marinara con validi armatori. Il XIX secolo, vide lo sviluppo progressivo dei cantieri della Marina di Cassano e la vocazione commerciale del territorio portò ad una forte crescita economica del territorio.
Da visitare:
Villa De Sangro di Fondi ,elegante edificio neoclassico,costruito nel 1840,circondato da un parco secolare, ricco di preziose specie botaniche, con meravigliosa terrazza sul mare.
Dal 1999 sede del museo archeologico della penisola sorrentina intitolato a Georges Vallet. Dove e sono stati raccolti ed ordinati tutti i reperti, ritrovati in penisola sorrentina, dall’età preistorica all’età romana.
La Basilica di San Michele Arcangelo,costruita intorno al IX sui resti di un tempio pagano,è un concentrato d’opere d’arte e tesori artistici. L’interno a tre navate, con pianta a croce latina, custodisce dipinti dei secoli XVI e XVII , alcune statue in marmo raffiguranti angeli ed attribuite alla scuola del Bernini ed una fonte battesimale del 1766. Di notevole pregio la sagrestia, una piccola e meravigliosa cappella.
Il caratteristico borgo marinaro di Marina di Cassano, antico approdo e sede di cantieri navali, recentemente ristrutturato ed attrezzato a porto turistico.
La fondazione di Meta risale all’incirca al VII secolo d.C., a testimonianza di questa antica origine la presenza di resti e di tracce, sia pure frammentarie, greche e romane.
I Greci con l'aggettivo “αλιμυρειξ” indicavano uno dei loro cinque punti d'approdo nella Penisola Sorrentina
Esistono diverse interpretazioni sull'origine del nome “Meta”. Alcuni studiosi sostengono derivi dal nome di una casa antichissima la cui costruzione non fu mai portata a termine; altri sostengono derivi da una particolare qualità di uva coltivata sui colli circostanti. Altre tesi sostengono derivi dalla sua posizione geografica in quanto, dove attualmente si trova la Basilica della Madonna del Lauro, era situata la pietra miliare terminale della Penisola sorrentina. Tèpma, dal latino che significa infatti limite, confine.
La storia del paese è strettamente legata a quella della Penisola e dell'intero Regno di Napoli. Per certo nel IX secolo Meta aveva un’ottima ed attiva marineria mercantile che intratteneva rapporti commerciali coi porti dell'Oriente, compresi quelli della Palestina.
In epoca medievale Meta e Piano di Sorrento erano riunite in un unico comune e mal sopportavano la presenza della nobiltà sorrentina che non solo li gravava di tributi, ma le opprimeva anche politicamente, negando loro la partecipazione al Parlamento ed imponendo le sue leggi ed ordinanze.
Durante la terribile invasione saracena del 1541, Meta conobbe unitamente a Sorrento e Massa, assedi, eccidi ed incendi, i suoi abitanti valorosamente affrontarono le navi nemiche che cedettero dopo una estenuante battaglia.
Nel 1819 Meta divenne comune autonomo,, fino al periodo fascista, nel 1927, fu infatti riunita a Sorrento insieme ai comuni di Piano e di Sant'Agnello, formando un Comune unico, detto la "Grande Sorrento". Solo nel 1946 è ritornata ad essere comune indipendente.
Da visitare:
Basilica della Madonna del Lauro (XVIII), con la facciata neoclassica che si erge alla fine di una bella scalinata,. All’interno un pulpito marmoreo del XIX secolo e statue ed armadi in legno intarsiato del XVIII secolo. Il portale d’ingresso in legno è riccamente intagliato con formelle a soggetto religioso. La venerata statua della Madonna è una scultura bizantina realizzata tra la fine del VIII e l’inizio del IX secolo, epoca in cui il territorio della penisola era sotto il dominio di Bisanzio.
Si narra che i metesi fossero particolarmente devoti alla Madonna del Tabor, che avevano conosciuto e venerato in Palestina, per cui risulta plausibile ne avessero trasportato un’effige a Meta.
La statua fu ritrovata abbandonata in un bosco pertanto numerose sono le leggende fiorite sul suo ritrovamento così come sull’origine del nome Madonna del Lauro.
Il centro storico, sicuramente uno dei più belli dei centri della penisola, ricco di antichi palazzi dai cortili settecenteschi custoditi in un dedalo di vicoli che conducono al mare, alla spiaggia più ampia dell’intera penisola: marina di Alimuri
Meta si è perciò ritagliata, negli anni, un ruolo ben preciso: quello di offrire a turisti e a residenti una ricca offerta di servizi per il turismo balneare.
Massa Lubrense, ultimo comune della penisola sorrentina, si estende su un vasto territorio costituito da ben 18 diversi borghi.
Questo territorio fu abitato fin dalla preistoria, come documentano i resti archeologici di epoca neolitica ritrovati nella grotta delle Noglie alla baia di Ieranto.
Ad epoca successiva risale invece la vasta necropoli del Vadabillo, in località Deserto a Sant’Agata sui due Golfi, dove sono state rivenute tombe con ricchi corredi funerari di chiara influenza etrusca.
Secondo la mitologia fu proprio Ulisse a fondare in zona un tempio dedicato al culto della dea Atena, Minerva per i Romani.
L’ubicazione di questo tempio è stata confermata in seguito al ritrovamento di una incisione rupreste, in lingua osca, in località Punta della Campanella, zona dai Romani denominata appunto “Promontorium Minervae”.
Questa parte della costa fu particolarmente cara ai Romani come testimoniano i numerosi reperti archeologici rinvenuti.
A Marina della Lobra è stato riportato alla luce un ninfeo monumentale, attualmente custodito nel museo Georges Vallet a Piano di Sorrento, appartenente ad una villa marittima romana.
A Marina di Puolo sono stati rinvenuti ruderi di un'altro importante ed enorme edificio: la villa di Pollio Felice con annesso tempio dedicato ad Ercole, entrambi descritti da Stazio nelle sue opere
Da visitare:
Massa Lubrense la Cattedrale di Santa Maria delle Grazie, risalente al 1512 ma completamente rifatta nel XVIII secolo. All’interno un pavimento maiolicato del settecento ed alcune tele di Andrea da Salerno
Marina della Lobra, antico e caratteristico borgo marinaro con un suggestivo porticciolo e passeggiata lungo il mare
A Nerano la Marina del Cantone, spiaggia pittoresca ricordata in numerose leggende e miti relativi alle sirene
Sant’Agata sui due Golfi, piccolo centro di villeggiatura, a pochi metri dal centro il monastero “Il Deserto” con terrazza panoramica sui Golfi di Napoli e Salerno
Riserva marina di Punta Campanella ed area naturale della Baia di Ieranto meta di incantevoli e piacevoli passeggiate
Si ringrazia per le foto il Sig. Agostino De Maio